Alimenti senza lattosio: la lista dei cibi permessi e quelli da evitare

levoni_alimenti_senza_lattosio_16_9

L'intolleranza al lattosio è uno dei disturbi alimentari più diffusi in Italia: chi ne soffre deve fare attenzione a ciò che mangia, evitando latte e derivati che contengono lattosio. Ma quali sono gli alimenti senza lattosio? E quali cibi contengono lattosio nascosto?

Questo non deve però spaventare, poiché se quella al lattosio è una delle intolleranze alimentari principali (assieme a quella che riguarda il glutine e quindi il consumo di prodotti come pizza, pasta e pane) un’alimentazione che debba fare i conti con questo disturbo non prevede grandi rinunce: i prodotti senza lattosio sono infatti tantissimi. Non mancano inoltre le soluzioni alternative a latte e derivati, basta giusto adottare qualche accortezza nelle abitudini quotidiane.

In questo articolo vedremo di capire cos’è il lattosio e quali sono le cause che portano all’intolleranza; vedremo quali sono i principali campanelli d’allarme che riguardano i sintomi più comuni e quali sono gli alimenti che non contengono lattosio. Infine, vi daremo i consigli per le ricette a cui ispirarvi quando vorrete realizzare preparazioni gustose e sicure per tutta la famiglia.

Continuate la lettura per scoprire la lista dei prodotti senza lattosio, i cibi da evitare e le idee per un menù senza lattosio con i salumi Levoni.

Cos'è il lattosio, dove si trova e a cosa è dovuta l'intolleranza

Il lattosio è un disaccaride di origine animale composto da due zuccheri semplici, il glucosio e il galattosio, e che compone la quasi totalità degli zuccheri presenti nel latte (circa il 98%). Questo zucchero si trova principalmente nel latte e nei suoi derivati, come burro, panna, yogurt e formaggi, ma anche in molti alimenti insospettabili come insaccati industriali, farmaci, dolci confezionati e prodotti da forno: si parla in questi casi di lattosio nascosto.

L’intolleranza al lattosio riguarda l’incapacità di digerire correttamente il latte e i suoi derivati. Questo è dovuto a una produzione deficitaria da parte del nostro corpo dell'enzima lattasi, fondamentale per la scomposizione del lattosio in glucosio e galattosio in un normale processo digestivo. In mancanza di questo agente, il lattosio non viene digerito, rimane nell’intestino tenue e va in fermentazione.

L’intolleranza al lattosio è di tre tipi. Quella primaria corrisponde a una normale fase della crescita, in quanto dopo lo svezzamento la produzione di lattasi cala fisiologicamente; quella secondaria è invece dovuta a malattie, traumi intestinali o interventi chirurgici; infine c’è l’intolleranza di tipo congenito, che si trasmette per via ereditaria dai genitori al figlio.

La riduzione di lattasi è comunque una conseguenza del fatto che al termine dello svezzamento ognuno di noi ha cominciato a nutrirsi attraverso una dieta molto più varia e non più di solo latte. Il suo consumo abituale in età adulta è anzi un fenomeno relativamente recente e se non tutti diventiamo intolleranti è perché la produzione di lattasi varia da persona a persona.

I principali sintomi sono diarrea, crampi e dolori addominali, gonfiore addominale, flatulenza, meteorismo, nausea e mal di testa. Data la sintomatologia simile, è facile confondere l’intolleranza al lattosio con altre patologie, come la sindrome del colon irritabile e la sindrome da sovracrescita batterica.

Se vi accorgete di essere potenzialmente intolleranti al lattosio, la prima cosa da fare è andare dal vostro medico, il quale quasi certamente vi farà fare dei test specifici.

Quali sono gli alimenti senza lattosio: elenco e cibi da evitare

Un’alimentazione fatta di rinunce? Falso. Perché se è vero che a nessuno fa piacere dovere controllare sempre la lista ingredienti di ogni cibo che si assume, è anche vero che una dieta priva di lattosio è completa quanto una dieta normale, poiché la lista di cibi privi di lattosio è molto più lunga di quella tabù e in ogni caso anche per quest’ultima esistono alternative delattosate (sia latte che latticini privi di lattosio sono ormai facilmente reperibili ovunque).

Ecco i principali cibi senza lattosio che potete consumare liberamente: frutta (sia fresca che secca oleosa, come mandorle, noci e nocciole), verdura, uova, pesce, carne, salumi certificati senza lattosio, condimenti come olio extravergine d'oliva e aceto, dolcificanti come miele e zucchero, patate, legumi, cereali e pasta (senza aggiunta di derivati del latte), grassi vegetali come la margarina, cioccolato fondente.

Può sembrare un controsenso, ma tra gli alimenti privi di lattosio ci sono anche alcuni formaggi. I formaggi stagionati a lungo come Parmigiano Reggiano, Grana Padano, pecorino stagionato e Gorgonzola contengono quantità trascurabili di lattosio, perché durante la stagionatura il lattosio si trasforma in acido lattico e di fatto scompare. Il contenuto di lattosio resta invece alto nei latticini freschi, come mozzarella, ricotta, fiocchi di latte e formaggio spalmabile.
Ma anche qui ci sono delle eccezioni: lo stracchino perde tutto il lattosio durante la sua produzione e il mascarpone ha un livello di lattosio 16 volte inferiore a quello del latte intero, rendendolo di fatto un prodotto tollerabile anche da chi è deficitario di lattasi.

Tra le bevande, spicca chiaramente il latte vegetale, macro-categoria che include diverse tipologie: latte di soia, di riso, di avena, di mandorla, di miglio, di nocciole, di canapa, di sesamo, di lino, di girasole, di semi di zucca, di cocco.

Va però specificata una cosa molto importante: sebbene tutti questi alimenti siano naturalmente privi di lattosio, nell'industria alimentare il lattosio (così come il glutine) viene utilizzato in svariati modi: come additivo, come addensante e come dolcificante. Fate quindi bene attenzione, così come non fidatevi a priori di dolci, gelati, snack e merendine: verificate che siano stati realizzati senza latte e derivati.

Per salvaguardare quindi il benessere di chi è intollerante è essenziale leggere le etichette di ogni alimento per scongiurare ogni rischio di presenza di lattosio.

levoni_alimenti_senza_lattosio_interna-articolo_1

Consigli utili

Cosa significa "senza lattosio" in etichetta?

La dicitura "senza lattosio" indica che il prodotto contiene meno di 0,1 g di lattosio per 100 g o 100 ml. Questo livello è generalmente tollerato anche da chi è intollerante. Diverso è il discorso per chi ha un'allergia alle proteine del latte: in quel caso bisogna evitare completamente latte e derivati, anche delattosati.

Cosa mangiare a colazione senza lattosio?

Per una colazione senza lattosio potete bere latte vegetale (di soia, avena, mandorla o riso) con cereali, oppure caffè con latte delattosato. Accompagnate con frutta fresca, miele, biscotti senza lattosio o pane tostato con marmellata. Anche le uova e i salumi certificati senza lattosio sono un'ottima opzione per una colazione salata.

La pasta contiene lattosio?

La pasta di semola di grano duro, nella sua ricetta base (acqua e farina), non contiene lattosio. Bisogna però fare attenzione alle paste fresche ripiene e a quelle industriali, che possono contenere derivati del latte tra gli ingredienti. Controllate sempre l'etichetta.

Quali formaggi si possono mangiare senza lattosio?

I formaggi stagionati a lungo come Parmigiano Reggiano (oltre 24 mesi), Grana Padano, pecorino stagionato e Gorgonzola contengono quantità trascurabili di lattosio e sono generalmente tollerati. Anche lo stracchino perde il lattosio durante la produzione. Da evitare invece i latticini freschi non delattosati come ricotta, mozzarella e formaggi spalmabili.

Il burro contiene lattosio?

Sì, il burro contiene lattosio, anche se in quantità inferiore rispetto al latte (circa 0,5-1 g per 100 g). Chi è intollerante al lattosio può in molti casi tollerare piccole quantità di burro, oppure optare per il burro delattosato o la margarina, che è naturalmente priva di lattosio.

Dove si trova il lattosio?

Il lattosio si trova naturalmente nel latte e in tutti i suoi derivati: burro, panna, yogurt, ricotta, mozzarella, fiocchi di latte e formaggi freschi. Può essere presente anche in alimenti insospettabili come insaccati industriali, prodotti da forno, dolci confezionati, gelati e alcuni farmaci, dove viene usato come additivo o addensante.