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Scegli la tua boxLevoni celebra il trentennale al fianco di Festivaletteratura
Trent’anni di Festivaletteratura, trent’anni di Levoni al fianco di uno degli appuntamenti culturali più importanti d’Italia. Una storia condivisa che racconta il valore degli incontri, delle relazioni e delle esperienze vissute insieme, in cui il piacere della lettura si intreccia con quello della convivialità e della cultura gastronomica. Levoni - fin dalla prima edizione di Festivaletteratura, ha scelto di sostenere un progetto capace di trasformare Mantova in un punto di riferimento per autori, lettori e appassionati provenienti da tutta Italia e dal mondo.
“Siamo orgogliosi di celebrare insieme a Festivaletteratura questo importante anniversario,” racconta Marella Levoni. “Da trent’anni condividiamo la stessa convinzione: valorizzare un territorio significa investire nelle persone, nella cultura e nelle occasioni di incontro che permettono a una comunità di crescere. La nostra presenza al Festival nasce proprio da questo desiderio: creare momenti in cui le persone possano fermarsi, condividere esperienze e vivere il territorio attraverso la cultura e la convivialità.”
Oltre alla ormai storica rassegna “Cibo per la mente”, Levoni quest’anno allestirà in piazza Sordello, accanto al suo gazebo, il wall “Da 30 anni, una pausa tra le parole” per coinvolgere tutte le persone nella realizzazione di un mosaico condiviso dedicato ai ricordi del festival.
Cibo per la mente: la rassegna 2026
Nel corso degli anni il sostegno di Levoni alla manifestazione si è arricchito con la nascita di “Cibo per la mente”, la rassegna ideata insieme agli organizzatori di Festivaletteratura per esplorare il rapporto tra gastronomia e letteratura. L’edizione 2026 della rassegna propone tre appuntamenti dedicati a diverse prospettive: Amicizie dietro ai fornelli, con Lucia Visonà e Diletta Sereni, accompagnerà il pubblico alla scoperta di una Parigi lontana dagli stereotipi, dove il cibo diventa il filo conduttore di relazioni, incontri e scoperte; Homo Edens, con l’antropologo Marino Niola, tra i maggiori studiosi del rapporto tra cibo, cultura e società, offrirà una riflessione sul significato dell’alimentazione e sul ruolo che il cibo riveste nella vita dell’uomo; Filosofia ed estetica del cibo, con Nicola Perullo, filosofo e rettore dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, inviterà il pubblico a ripensare il cibo e la cucina nella loro complessità, attraverso una prospettiva filosofica ed estetica.
“Da 30 anni, una pausa tra le parole”: il wall per celebrare i ricordi del Festival
In occasione del trentennale, Levoni celebrerà questo importante anniversario coinvolgendo il pubblico: in Piazza Sordello sarà infatti allestito un wall partecipativo dedicato ai ricordi, sul quale i visitatori potranno lasciare una parola, un’emozione o un momento speciale legato alla propria esperienza di Festivaletteratura. Un mosaico collettivo di pensieri e storie che racconterà le tante persone che, in questi anni, hanno vissuto la manifestazione e contribuito a renderla un appuntamento unico.
Come da tradizione, Levoni continuerà a essere presente con il suo gazebo, diventato negli anni una vera e propria “pausa tra le parole” per migliaia di visitatori. Un luogo di incontro e convivialità, dove lettori, autori e cittadini possono ritrovarsi tra un appuntamento e l’altro e concedersi un momento di gusto con i salumi simbolo della tradizione mantovana e italiana: dal panino con salame vecchia osteria, mortadella, culatta e prosciutto cotto fino al cotechino caldo, specialità tipica del territorio.
AMICIZIE DIETRO AI FORNELLI
Lucia Visonà con Diletta Sereni
Mercoledì 9 settembre, 18:30 - Chiesa di Santa Maria della Vittoria
In un'epoca in cui la cucina è spesso relegata a intricati show televisivi o ai più disparati manuali di ricette elaborate da chef superstar, è una inaspettata sorpresa trovarsi catapultati in una fiaba culinaria che ci traghetta tra i quartieri di Parigi, alla scoperta di piatti esotici e specialità francesi. Lucia Visonà, all'esordio con il romanzo Il cuoco giapponese, conosce come le sue tasche la città della Torre Eiffel e ha voluto spostare l'attenzione dal lato tecnico della cucina a quello umano, indubbiamente romantico ma meno patinato di quanto ci è dato immaginare, «perché una città che cambia di continuo non può essere un cliché». Insieme alla giornalista Diletta Sereni, tra le fondatrici del progetto editoriale L'integrale, Visonà parlerà di come a volte il cibo sia un tramite per approfondire le relazioni e uno strumento per la crescita personale.
HOMO EDENS
Marino Niola
Sabato 12 settembre, 18:15 - Tempio di San Sebastiano
Nel 1989, nel messaggio di fine anno agli italiani, il presidente Pertini disse: «Si svuotino gli arsenali, si colmino i granai»; qualcuno potrebbe scherzosamente dire: «Non fate la guerra, fate la pasta». La cultura culinaria è uno dei campi più interessanti degli studi antropologici, vera e propria carta d'identità di un popolo e, al contempo, ricca di incroci e delle contaminazioni che le strade della Storia e delle migrazioni hanno impresso all'utilizzo del cibo. Da tempo l'antropologo Marino Niola, autore di La cucina dei perché (ma anche di Homo dieteticus, Si fa presto a dire cotto, Non tutto fa brodo), si dedica allo studio dell'alimentazione e al suo rapporto con le attività umane, rifiutando una diffusa visione odierna che immagina il cibo come sola nutrizione: «È vero che gli uomini mangiano per vivere, ma, a differenza degli altri animali, vivono anche per mangiare».
FILOSOFIA ED ESTETICA DEL CIBO
Nicola Perullo
Domenica 13 settembre, 15:15 - Aula magna dell’Università
Ad alcuni potrà sembrare peculiare che il rettore dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo sia un filosofo; eppure, l'approccio estetico e ontologico all'esperienza del cibo permette di affrontare l'argomento da un punto di vista che getta nuova luce sulla produzione culinaria. Nicola Perullo (Contro i cuochi, Epistenologia) da anni ragiona sulle modalità con cui l'essere umano vive l'atto del nutrirsi, sia esso inteso come acquisizione di energia, tradizione o puro piacere. «Non ridurre la complessità della cucina a un fenomeno mediatico» è una delle linee guida che l'autore del celebre saggio Il gusto come esperienza utilizza come bussola per le sue riflessioni, improntate alla costruzione di una narrazione alternativa del cibo e della cucina: «Non un circolo ricreativo per acquiescenti signori, ma un laboratorio, uno spazio attivo nel quale la filosofia, le scienze umane, le arti e le scienze della natura possano riflettere sul proprio tempo».
Vi aspettiamo al Festlett!
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